È bello avere spirito. Se poi c’è anche quello di iniziativa, è ancora meglio!

È bello avere spirito. Se poi c’è anche quello di iniziativa, è ancora meglio!

Piattaforme di tutto il mondo unitevi
Piattaforme di tutto il mondo unitevi
30 Luglio 2021
Covid,la ripartenza per le PMI è sul web
Covid,la ripartenza per le PMI è sul web
31 Agosto 2021
È bello avere spirito. Se poi c’è anche quello di iniziativa, è ancora meglio!

Chiedendo a diversi manager le caratteristiche del loro collaboratore ideale, molto spesso ho sentito indicare lo spirito d’iniziativa.

Lo spirito d’iniziativa è una skill apprezzata e decantata da molti leader, tra cui Mao Tse Tung che ne parla in un suo discorso scritto del 1937 e Jeff Bezos con il suo tweet di pochi mesi fa “La vita è troppo corta per passare il tempo con persone che non hanno spirito di iniziativa.”. Accostata all’imprenditorialità, poi, è una delle otto Competenze Chiave identificate dall’Unione Europea che consentono ad ogni cittadino di adattarsi ai cambiamenti della società per realizzarsi nella vita personale e professionale.

Vediamo quindi un po’ più da vicino questa competenza.

Una persona dotata di spirito d’iniziativa sa essere intraprendente, propositiva ed autonoma senza sollecitazioni o stimoli. È in grado di anticipare ed influenzare gli eventi, previene l’emergere di criticità piuttosto che reagire a posteriori. Capta anche i segnali deboli, grazie ai quali riesce bene a cogliere e sviluppare le opportunità presenti nel contesto in cui si muove. Ha chiaro il risultato che deve raggiungere.

Queste caratteristiche consentono di assumere un atteggiamento proattivo nel fronteggiare i problemi e gestirli con prontezza senza risentire particolarmente della pressione dell’operatività quotidiana.

Per i manager, poi, essere dotati d’iniziativa è di importanza strategica: permette infatti di riconoscere e percepire le opportunità di business anche in ottica di lungo periodo, ponendosi così in vantaggio rispetto ad altri che non hanno ancora una visione chiara del percorso. Consente inoltre di fronteggiare e gestire situazioni critiche in maniera più veloce ed efficiente, attraverso la pronta adozione di azioni preventive.

Nell’ambito lavorativo le persone proattive si riconoscono dalla partecipazione vivace nell’ambiente di lavoro: propongono nuove attività e collaborano in prima persona per realizzarle. Sono colleghi che coinvolgono e convincono, sono instancabili e conoscono il valore del miglioramento continuo. Non si arrendono né abbattono di fronte alle difficoltà: propongono nuove idee con entusiasmo e – quando opportuno – prendono in mano la situazione con sana intraprendenza.

Nel team, queste persone spiccano: sviluppano idee, le organizzano in progetti e ne perseguono la realizzazione, correndo a volte anche rischi per riuscirci. Fanno più di quanto è richiesto dalla mansione o

dalle aspettative relative al ruolo ricoperto, con l’obiettivo di migliorare o perfezionare i risultati, evitare problemi e creare nuove opportunità.

Detto tutto ciò, diventa ben comprensibile il perché questa competenza sia tra le più richieste dalle imprese, visto anche il livello di complessità crescente del contesto globale. Le aziende hanno bisogno di personale in grado di gestire situazioni incerte e indefinite: affrontare le nuove sfide con iniziativa, saper prendere decisioni opportune e adeguate e quindi essere in grado di valutare l’impatto delle scelte fatte è un valore irrinunciabile.

Possiamo quindi dire che lo spirito d’iniziativa è tra le competenze più importanti nel mondo del lavoro, anche perché permette a chi la possiede di gestire meglio la propria condizione professionale, anticipando possibili intralci sul proprio percorso.

Come allenare quindi questa competenza?

Vi sono alcune azioni di autosviluppo che possono sostenere questa capacità, seguendo anche le indicazioni per procedere che ho suggerito nell’articolo relativo all’orientamento al risultato.

Ecco i miei (dieci) consigli:

  1.  Individua un problema dove poter apportare un miglioramento o un’innovazione (di processo, di prodotto, di procedura…). Identifica non solo piccoli, ma anche significativi cambiamenti e quindi valuta i benefici attesi e proponine l’attuazione
  2. Analizza le indicazioni di clienti, di concorrenti e del mercato e trova contenuti utili per individuare opportunità di miglioramento della performance tua o del team entro cui operi.
  3. Quanto sei in grado di rispondere velocemente e prontamente in una situazione di difficoltà? Ricerca feedback in questo senso dalle persone che ritieni possano darti ritorni interessanti e costruttivi.
  4. Adotta un metodo rigoroso per valutare progetti, iniziative o attività che dovrai gestire. Elenca i costi ed i benefici, tangibili e intangibili, cercando di identificare tutte le variabili in gioco. Prevedi e intercetta i possibili ostacoli e rifletti sulle azioni che puoi intraprendere per superare e annullare ogni intralcio.
  5. Identifica un processo chiave su cui tu o il tuo team avete la responsabilità e ricerca le modalità più efficaci di realizzazione. Identifica e attua azioni per rimuovere eventuali blocchi di processo.
  6. Prendi l’abitudine di pensare al dopo… fai in modo che il tuo piano d’azione tenga conto sia del punto di partenza sia di quello di arrivo, ma anche delle possibili conseguenze. Identifica cosa è necessario fare per minimizzare e controllare i problemi che si evidenziano.
  7. Chiediti quali sono i fattori che stanno impedendo di performare al massimo e, con il supporto del tuo responsabile e dei tuoi colleghi, disegna il percorso migliore per raggiungere l’obiettivo e controllare le difficoltà prima che diventino seccature, grane o rogne.
  8. Se vedi un problema, non limitarti a farlo presente: per ogni problema c’è almeno una soluzione. Cerca di raccogliere e di verificare più informazioni possibili, esprimi la tua opinione, trova nuove modalità o prospettive e proponi le tue idee per superare la difficoltà. (se vuoi, puoi approfondire leggendo l’articolo C’è un problema? Risolviamolo.)
  9. Non sentirti mai arrivato o del tutto preparato. Leggi, studia, approfondisci, chiedi di poterti affiancare a qualche esperto o di poter partecipare a nuove attività e progetti. Continua a sviluppare nuove competenze.
  10. Se vedi qualcuno in difficoltà e vuoi dargli una mano, non limitarti a dire che se ha bisogno, tu ci sei. La maggior parte delle persone rifiuterebbero anche solo perché non saprebbe concretamente cosa farti fare. Puoi invece dare un supporto effettivo e consistente se precisi cosa ritieni di poter fare, quanto tempo hai da dedicargli, che tipo di aiuto ritieni di potergli offrire.

 

Letto tutto quanto, ritieni di avere spirito d’iniziativa?

Sì?

Allora indicala con orgoglio come soft skill nel tuo Curriculum Vitae… e tieni conto che i selezionatori sanno bene che questa capacità porta con sé altre competenze basilari per lavorare bene.

Condividi su:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

EnglishFrenchGermanItalianRussianSpanish