Piattaforme di tutto il mondo unitevi

Piattaforme di tutto il mondo unitevi

DevOps, SecOps e DevSecOps: Di cosa si tratta?
DevOps, SecOps e DevSecOps: Di cosa si tratta?
27 Luglio 2021
È bello avere spirito. Se poi c’è anche quello di iniziativa, è ancora meglio!
È bello avere spirito. Se poi c’è anche quello di iniziativa, è ancora meglio!
6 Agosto 2021
Piattaforme di tutto il mondo unitevi

Cari lettori, ben ritrovati.

È passata qualche settimana da quando ci siamo salutati dopo aver ricordato a noi stessi che “internet visualizza i legami che uniscono le persone nelle reti sociali, rende pubblici pensieri e conversazioni e collega i puntini tra le persone accomunate da interessi, obiettivi, ideali, valori, passioni, perversioni, errori” (M. De Baggis, #Luminol), che il lavoro post-digitale sta enfatizzando gli aspetti relazionali del lavoro, ma disaccoppiandoli dalla prossimità li assimila alla dinamica del funzionamento di internet ed in particolare alla logica di un sistema di nodi (o hub) in continua espansione, che mai come adesso così tante informazioni su di noi sono state generate e conservate.

Perciò ci eravamo soffermati sugli algoritmi e sugli effetti per l’empatia nel lavoro.

Ripartiamo da qui con un paio di aneddoti.

“The Making of a Fly…, un testo di biologia, è arrivato a costare quasi 24 milioni di dollari…C’erano solo due venditori che avevano questo volume…Il primo…chiedeva a Amazon la media dei prezzi del libro, e fissava il proprio prezzo a un valore leggermente inferiore a questa media, circa il 2%. L’altro venditore, … faceva un’operazione simile…e poi fissava il proprio prezzo a un valore maggiorato di circa il 27%. …Il prezzo iniziale del libro era di circa 100 dollari. Alla prima richiesta, i due venditori aggiornano i prezzi: circa 98 dollari per il primo e 127 per il secondo. Alla seconda richiesta la media dei prezzi del libro è pari a (98+127)/2=112,5 dollari. Sulla base di questa media il primo fissa un prezzo di circa 110 dollari, il secondo di circa 142 dollari, la media è (110+142)/2=126 dollari. A ogni richiesta il prezzo medio aumenta di circa il 12%. Il 18 aprile 2011…il libro ha raggiunto il prezzo di quasi 24 milioni di dollari…”¹.

“Una Tesla in autostrada inchioda senza motivo apparente. Due secondi dopo, le auto che la precedono si tamponano. Il sistema di intelligenza artificiale … della vettura … aveva stimato l’incidente delle altre due vetture come inevitabile, prima e meglio del conducente”².

Gli algoritmi nel primo caso hanno reso praticamente irrealizzabile lo scopo per cui erano stati progettati (vendere libri a prezzi ottimali), nel secondo hanno reso concretamente possibile un’approsimazione al tempo negativo correggendo un evento prima che questo accadesse (evitare un tamponamento).

Il vero protagonista di entrambe le storie, però, non sono gli algoritmi, ma le piattaforme digitali, cioè le “infrastrutture digitali in grado di connettere tra loro sistemi diversi ed esporli agli utenti attraverso interfacce semplificate ed integrate”³ “…per la distribuzione, il management e la creazione di contenuti e servizi digitali⁴.

Forse, cari lettori, vi state già chiedendo perché, a voi che importa l’evoluzione del modo di lavorare, dovrebbe risultare interessante tutto questo. Corro ai ripari e faccio qualche domanda: quanti mesi mancano per assistere al lancio di una piattaforma che ci sedurrà per raccontare non le date delle nostre carriere ma come sappiamo far accadere le cose? Che cosa accadrà quando su quella piattaforma si perfezionerà la “datificazione” dei risultati che le persone producono col proprio lavoro in modo da ricostruirne le competenze⁵? Che cosa accadrà quando queste competenze saranno trattate come dati per essere ricombinate tra loro alla stregua di qualsiasi altra informazione? Chi sarà allora il proprietario di quel nuovo risultato, visto che stiamo descrivendo dei dati e che questi sono beni di consumo?

Se un social media così vi sembra improbabile, considerate la quantità di lavoro che svolgete sul web da quando è iniziato il coronacene e moltiplicatelo per tutti gli attivi e visualizzate la Tesla che inchioda.

A quel punto vedrete che il problema dell’empatia dell’algoritmo sarà accompagnato da questioni quali il diritto di proprietà della competenza e la responsabilità morale per gli effetti dell’impiego da parte della piattaforma delle competenze che contiene e che ricombina. Infatti, “le implicazioni sociali ed etiche delle AI e degli algoritmi rendono necessaria tanto un algor-etica quanto una governance di queste invisibili strutture che regolano sempre più il nostro mondo per evitare forme disumane di quella che potremmo definire una algo-crazia“⁶.

Quando, tra poco, arriveremo a queste ulteriori modifiche del lavoro, nelle quali si disaccoppierà la competenza dal suo titolare per effetto della “datificazione” sarà ancora più forte la domanda di connessione e accesso al web come diritto primario. Allora, affronteremo questioni legate al diritto delle competenze come abbiamo nel tempo imparato a fare col diritto d’autore e col diritto di proprietà. Probabilmente, avremo delle competenze che saranno considerate “bene comune” e altre che accetteremo che siano trattate alla stregua di un creative commons. A quel punto, impiegheremo tecnologie blockchain o crittografiche per proteggere le nostre competenze tutte le volte che lavoreremo nel web.

Simmetricamente la piattaforma dovrà proteggersi dai tentativi di “manomissione creativa” da parte di veri e propri sciami di competenze analogamente a quanto è già successo a inizio 2021, quando migliaia di risparmiatori hanno invertito al rialzo l’andamento delle azioni della statunitense Gamestop battendo i fondi speculativi⁷.
Inoltre, come già accade col fenomeno del wisdom of the crowd, potremo avere casi di wisdom of skills facilitati dall’ampiezza della piattaforma e dalla sua efficienza di funzionamento. In questi casi la piattaforma sarà un veicolo di Intelligence Augmentation rendendoci più capaci di produrre i risultati che vogliamo.

Cari lettori, pronti ad avere una piattaforma per collega?

¹ Breve e universale storia degli algoritmi, L. Laura
² Guida alla democrazia nell’era delle piattaforme, M. Russo, Statosauri
³ https://www.intesa.it/piattaforme-digitali-cosa-sono-e-a-cosa-servono/
https://www.treccani.it/enciclopedia/piattaforma-digitale/
https://en.wikipedia.org/wiki/Datafication
⁶ Oracoli. Tra algoretica e algocrazia, Paolo Benanti, Roma, Luca Sossella editore, 2018
⁷ Guida alla democrazia nell’era delle piattaforme, M. Russo, Statosauri, p. 113

Condividi su:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

EnglishFrenchGermanItalianRussianSpanish